Il 19 Marzo Sinistra Ecologia Libertà ha organizzato un convegno pubblico a Trino sul tema del nucleare. La scelta della città è stata simbolica. Intanto il Piemonte ospita già l’85% delle scorie nucleari e Trino è una delle città piemontesi toccata da vicino poichè la sua centrale con le sue scorie rimane un problema aperto.
All’incontro sono intervenuti tecnici di fama nazionale: Gianni Mattioli, docente di fisica nucleare all’università di Roma, Angelo Tartaglia, Fisico del Politecnico di Torino, Fausto Cognasso del Comitato Antinucleare e Grazia Francescato del Comitato Scientifico di SEL. Presenti inoltre i candidati di SEL per Vercelli, Biella e Alessandria (Comella, Pelligra, Celanti e Paolo Mascarino) e la Presidente della regione Piemonte Mercedes Bresso.
Primo punto, la sicurezza: se l’evoluzione della tecnologia (la decantata “quarta generazione”) è valida rispetto alla costruzione degli edifici, il principio di produzione dell’energia, la fissione, resta immutato. Un po’ come pensare all’evoluzione delle automobili: innegabile il cambiamento rispetto ai decenni precedenti, ma il principio del motore a scoppio rimane uguale.
Secondo, la salute: una ricerca epidemiologica ha rilevato come la percentuale di tumori nei residenti di Trino sia 3 volte superiore alla media nazionale.
Ma le menzogne del Governo non finiscono qui.
La questione economica: i costi di fabbricazione delle centrali e di smaltimento delle centrali stesse e delle scorie è in capo allo Stato (leggi cittadini contribuenti), mentre i guadagni restano tutti alle imprese private. Inoltre per lo smaltimento non esiste ancora soluzione. Si è ricordato come queste siano ancora “custodite” presso le stesse centrali e come non sia possibile neppure ipotizzare un tempo di smaltimento, al momento figurabile in milioni di anni. Insomma, ben più tempo di quello dell’esistenza della specie umana.
Non possiamo non ricordare ciò che Carlo Rubbia, Nobel per la Fisica, ipotizzò durante l’ultima alluvione che rischiò di far fuoriuscire il materiale radioattivo dal deposito di Saluggia: parlò di catastrofe planetaria.
La Presidente della Regione Mercedes Bresso ha subito informato la platea di aver presentato ricorso alla Corte Costituzionale per verificare la legittimità del decreto nazionale che reintrodurrebbe il nucleare e che permette allo Stato di appropriarsi in toto della materia, che invece la Costituzione, per l’appunto, prevede essere materia di concorrenza con le Regioni, evidenziando il federalismo a singhiozzo della Lega. La Presidente ha poi ricordato come la questione del nucleare sia assimilabile a quella dell’amianto. All’epoca sembrava la soluzione più economica e conveniente. Ma così come per il nucleare i costi di smantellamento dell’eternit non erano stati preventivati. E sono altissimi, sia sul piano direttamente economico che rispetto ai disastri che ha provocato alla salute dei cittadini e ai relativi costi di cura. Ma la memoria è sempre troppo corta. E Chernobyl è ormai dimenticata.
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